Recensioni e Commenti sul mio ultimo libro – E Interviste

novembre 21, 2021

fb_img_1636623167231-3   QUI DI SEGUITO – dopo una mia breva Presentazione di questo mio ultimo libro L’Unione Europea Origini Presente Prospettive future Edizioni SIMPLE 2021 –  commenti e recensioni  di professori, giornalisti, esperti, dirigenti sindacali, ecc.   Il volume e’ acquistabile dall’editore (SIMPLE) e sui principali bookshop on line, e in alcune librerie fisiche quali – a Roma – la Libreria Minerva a Piazza Fiume e la Libreria Mondadori in via Piave. Per ulteriori aggiornamenti, rinvio ai miei articoli in Agenda Geopolitica (rivista pubblicata dalla Fondazione Ducci) con cui collaboro. Leggi il seguito di questo post »

Nabucco: al Teatro Verdi di Salerno (26-28 dicembre 2025)

dicembre 25, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Il  23 dicembre, presso il Palazzo di Città a Salerno– alla presenza del Sindaco  Vincenzo Napoli, del Segretario Artistico Antonio Marzullo e con la coordinazione di Peppe Iannicelli -, si è tenuta la conferenza stampa su Nabucco, il capolavoro di Giuseppe Verdi, in cartellone dal 26 al 28 dicembre 2025 al Teatro Verdi di Salerno. In programma anche il Concerto di Natale del Coro Voci Bianche e il doppio Concerto di Gala di Capodanno. 

Si è sottolineato come la stagione operistica del Teatro Giuseppe Verdi sia iniziata con Wagner e si chiuda con uno dei più grandi titoli di Verdi. Marzullo ringrazia tutti coloro che contribuiscono alla crescita di un Teatro che presta molta attenzione ai giovani e si presenta anche come Teatro d’innovazione.

Nabucco è un’opera potente. A Salerno è diretta da Daniel Oren – con la regia di Plamen Kartaloff – e presenta un cast di altissimo livello, l’orchestra filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno e il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno.

Nabucco – terza opera verdiana – fu rappresentata al teatro, alla Scala di Milano, il 9 marzo 1842, e fu subito un grande successo. Verdi dovette apprezzare l’ambientazione biblica del libretto di Solera, e un soggetto incentrato sul dramma di un popolo, gli Ebrei, con cui si identificò il popolo italiano nel momento del suo Risorgimento.   Protagonisti sono gli Assiri oppressori e gli Ebrei ridotti in schiavitù. E’ anche affrontato l’amore della principessa assira Fenena per l’ebreo Ismaele, l’amore paterno di Nabucco per quest’ultima, la gelosia di Abigaille, creduta sorellastra di Fenena, in realtà figlia di schiavi, e anche lei innamorata di Ismaele.

La musica verdiana divenne simbolo del sentimento patriottico del popolo italiano alla ricerca  di una propria identità nazionale. Famoso il “Va’ pensiero sull’ali dorate” del terzo atto, il pianto di un popolo oppresso sulle rive dell’Eufrate. Nella lettura registica di Kartaloff  la scena non riproduce un’epoca storica specifica, costruisce un mondo simbolico in cui conflitti e emozioni diventano universali.

L’opera – suddivisa in 4 parti ognuna con un titolo preciso – è incentrata sulla coralità e su un tema collettivo, quello della liberazione di un popolo oppresso, più che sulle vicende individuali. Il contrasto tra popoli e fedi si manifesta nei cori. Anche quando si assiste – nel terzo atto – all’usurpazione del potere da parte di Abigaille, alla condanna a morte degli Ebrei prigionieri e di Fenena,  in primo piano rimane un popolo che prega, quello degli ebrei.

Nel quarto atto, di fronte alla scena di Fenena condotta a morte, Nabucco – che in precedenza, in un suo delirio di onnipotenza, si era nominato Dio al posto del Dio degli Ebrei – prega il Dio degli Ebrei di salvare Fenena, e libera gli Ebrei. Abigaille si avvelena e chiede perdono dopo la conversione.  

 

Buone Feste

dicembre 20, 2025

I nostri migliori auguri, nella speranza di un mondo in cui la Pace e il pieno rispetto di tutti i diritti umani ritrovino il loro diritto di cittadinanza

Silvana e Elena Paruolo

Lo schiaccianoci di Čajkovskij al Teatro dell’Opera (Roma,17-31 dicembre 2025)

dicembre 14, 2025

La stagione di danza 2025/26 del Teatro dell’Opera di Roma si apre il 17 dicembre (ore 20), sulle note del celeberrino  Lo schiaccianoci di Čajkovskij: la sua vicenda si svolge in un magico Natale in cui – allo scoccare della mezzanotte – sogni e desideri della giovane Clara prendono vita.   Nella visione fiabesca del coreografo Paul Chalmer, gli aspetti più oscuri e psicologici del racconto di E.T.A. Hoffmann (da cui è tratto il balletto) lasciano spazio a un’atmosfera incantata,  resa magica dalle scene di Andrea Miglio, dai costumi di Gianluca Falaschi, dalle luci di Valerio Tiberi e dai video di Igor Renzetti e Lorenzo Bruno.

Sul podio Nir Kabaretti si alterna con Carlo Donadio (27, 28, 30, 31) alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma.

« Questo balletto – sottolinea Paul Chalmer –  è il primo che ha visto a teatro, e il primo in cui ha danzato. Ragion per cui non riesco a ricordare un Natale senza Lo schiaccianoci!  La mia coreografia si ispira alle tradizionali e iconiche produzioni che ho danzato e ammirato ormai da più di cinquant’anni».

Giorgio Morandi nella Collezione Eni. Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei (Palazzo delle espozioni, Roma, 11 dicembre 2025- 11 gennaio 2026)

dicembre 11, 2025

Al centro di questa bella esposizione, due nature morte del maestro bolognese ( datate 1919 e 1941) appartenenti al nucleo storico della Collezione Eni, avviata da Enrico Mattei (tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta) per creare attorno agli uomini e alle donne dell’Eni un ambiente di lavoro, anche visivamente, stimolante.  E così non solo Morandi ma anche Casorati, Sironi, De Pisis, Cantatore, Guttuso vengono acquistati per essere messi alle pareti degli uffici.

Questa pratica è poi continuata  negli anni, arricchendo  il patrimonio artistico aziendale di opere di Boetti, Adami, Rotella.

 “Il patrimonio artistico di Eni (diviso tra le sedi di Roma e Milano) racconta prima di tutto una grande curiosità artistica dell’azienda”, spiega Lucia Nardi, Responsabile Cultura d’Impresa di Eni – “Nella collezione  convivono artisti classici e artisti d’avanguardia, opere figurative e astratte. Alla base delle scelte c’è sempre però la consapevolezza del valore dell’arte in sé e della sua capacità di attivare il pensiero e la creatività. Le opere di Eni arredano gli spazi comuni e gli uffici. E sono lì a ricordarci che cultura e industria, arte e tecnica non sono concetti opposti ma complementari”. “ Siamo felici di offrire al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino questi capolavori, che raccontano una parte importante della storia dell’arte italiana e del rapporto tra impresa e cultura”, aggiunge Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo.

La mostra – promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo – è stata realizzata da Azienda Speciale Palaexpo e ideata e prodotta da Eni.

SOUL THREADS: SUI ‘FILI DELL’ANIMA’- L’ASSOLO DI E CON FRIEDEMANN VOGEL (TEATRO NAZIONALE- Roma 12 e 13 dicembre 2025)

dicembre 11, 2025

«Non è il bello a essere desiderabile, ma piuttosto il vero- sottolina Friedemann Vogel, coreografo  e interprete della performance – Soul Threads esplora come raggiungerlo attraverso il corpo che, in quanto danzatore, è lo strumento della mia anima».

Firmata e concepita con Thomas Lempertz, prodotto dal Kleist Forum in collaborazione con il Kleist Museum, questa nuova creazione ha come punto di partenza il saggio di Heinrich von Kleist Sul teatro delle marionette . Il saggio pubblicato nel 1810 si inseriva in un fervido dibattito dell’epoca, quello sul tema della grazia. Von Kleist, tra i più grandi drammaturghi e poeti della letteratura tedesca, lo affronta nel dialogo tra il narratore e un ballerino, étoile del Teatro dell’Opera della città. Dal loro confronto su chi sia superiore tra la marionetta e il danzatore si arriva a comprendere la concezione di Kleist della grazia: la perfezione dei corpi e, attraverso essi, dell’anima.

 «Un testo rilevante per i danzatori – precisa Vogel – Sono molti i parallelismi, alla fine anche noi ballerini siamo marionette, del pubblico, del coreografo, dei direttori, dobbiamo eseguire ciò che ci chiedono con il nostro linguaggio. Però abbiamo un’anima e in Soul Threads, anzi sempre, l’anima vince! Lo dobbiamo ricordare soprattutto quando tutto si muove attraverso il digitale e l’intelligenza artificiale. Ciò che conta e rimane, quello che continuerà a cambiare la nostra società, sono l’arte, le emozioni e la fragilità umana».

 Ballerino di punta dello Stuttgart Ballet di Cranko, Friedemann Vogel si è affermato a livello internazionale, non solo nel repertorio del coreografo sudafricano con cui è cresciuto, ma anche nelle interpretazioni di balletti drammatici di altri maestri e in creazioni più contemporanee. All’apice di una carriera che lo ha portato in tutto il mondo, si sta aprendo ad una nuova strada per esprimere sé stesso, quella della coreografia. Come lui vengono dallo Stuttgart Ballet altri due artisti coinvolti nella performance: Thomas Lempertz, che firma scene e costumi e con Vogel ha concepito e diretto la nuova creazione, e Alisa Scetinina (GAISMA), cui è affidata la musica.

UE tra futuro bilancio a lungo termine e allargamento

novembre 29, 2025

Conflitti alle frontiere, necessità di una difesa europea (piuttosto che di pericolosi riarmi nazionali), migrazioni, questioni energetiche, climatiche, digitali e sociali, a breve, inizio restituzione dei prestiti NGEU (e quindi un contesto di consolidamento fiscale negli stati membri), allargamento (come sfida – per governance, risorse, coesione – ma anche come opportunità, e cioè, per maggiore peso geopolitico, mercato ampliato, integrazione economica): questa la difficile situazione in cui sono iniziati i lavori per definire il QFP (2028-2034)  dell’Unione Europea,  e cioè , il nuovo bilancio a lungo termine, che  per  7 anni  definirà le risorse complessive, le rubriche di spesa, i programmi finanziabili e gli strumenti di governance.   La Commissione europea (in una logica – anche – di flessibilità e semplificazione) ne ha presentato la prima proposta il 16 luglio 2025.  Successivamente – su spinta del Parlamento europeo –  la Presidente della Commissione ha avanzato una proposta di modifica (tra altro) senza alcuna marcia indietro sul contestato Fondo unico di politiche agricole (Pac) e di sviluppo regionale (coesione).   In estrema sintesi, ci sarà da monitorare:

  • come verranno definiti (e negoziati) i criteri di assegnazione delle risorse nel nuovo QFP (anche in presenza di futuri allargamenti);  
  • il budget: un budget di quasi 2 mila miliardi (da raggiungere attraverso un aumento dei contributi nazionali dall’1,1 all’1,26 per cento del Reddito nazionale lordo) -benché per alcune capitali inaccettabile – resta insufficiente per far fronte alle molteplici sfide cui ci si trova confrontati
  • in che misura saranno introdotte risorse proprie dell’UE per ridurre la dipendenza dai contributi degli Stati membri;
  • l’efficacia di nuovo modello di governance multilivello (gestione diretta, indiretta, nazionale) e il collegamento fra riforme e fondi;
  • se la composizione del nuovo bilancio non ha buchi eclatanti (ad oggi -per esempio – preoccupano l’assenza di Life e del Fondo sociale europeo)
  • la calendarizzazione dell’allargamento (quando e come nuovi Stati entreranno, e quale impatto avranno sugli strumenti finanziari e sulle politiche dell’UE) e le implicazioni – per politiche specifiche (coesione, agricoltura, digitale, clima, sociale) e per i territori meno sviluppati – ma anche per l’assetto istituzionale dell’Unione.   In merito a questo ultimo punto il PE ha da poco adottato La Risoluzione Gozi.

Intanto la presidenza danese continuerà a negoziare il bilancio senza il Parlamento: l’obiettivo rimane il raggiungimento di un accordo tra i capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di dicembre 2025.  Ma se – poi – non si raggiungerà un accordo finale con il Pe, il bilancio non potrà essere adottato.  Il Pe può rigettarlo.

Mi soffermo su queste problematiche nel mio contributo a Agenda geopolitica – edita dalla FondazioneDucci – di novembre 2025. Qui di seguito il link per poterlo leggere:

Sovranità digitale europea

novembre 28, 2025

L’Italia ha sottoscritto a Berlino, insieme agli altri Stati membri dell’Unione europea, la Dichiarazione per la Sovranità Digitale Europea (Declaration for European Digital Sovereignty), un documento che definisce la capacità dell’UE di agire con autonomia nel mondo digitale, regolando infrastrutture, dati e tecnologie secondo i propri valori e i propri interessi strategici.

La Dichiarazione chiarisce che la sovranità digitale non equivale a protezionismo o isolamento, ma a un approccio coordinato fondato su certezza normativa, attrattività degli investimenti e competitività industriale.

Al centro del documento vi è la sovranità sui dati, riconosciuti come asset strategici da proteggere contro interferenze esterne e normative extra-UE. Tra gli strumenti citati figurano il Portafoglio europeo di identità digitale (EU Digital Identity Wallet), il principio Once-Only – principio per cui basterebbe fornire una sola volta informazioni alle pubbliche amministrazioni – gli Spazi di dati comuni e le sandbox normative.

Accanto agli aspetti regolatori, la Dichiarazione individua una serie di tecnologie strategiche su cui concentrare visione e investimenti:

– HPC e semiconduttori

. reti di nuova generazione

– infrastrutture satellitari

– tecnologie quantistiche

– cybersecurity

 cloud

 Intelligenza Artificiale

 In questo quadro viene riconosciuto anche il ruolo delle soluzioni open source, integrate da solidi standard di sicurezza e da tecnologie affidabili.

La sovranità digitale europea, sottolinea il documento, dipende però anche dalle persone: sono considerati essenziali nuovi investimenti in formazione, competenze digitali, alfabetizzazione sui media, ricerca e attrazione dei talenti. Particolare attenzione è dedicata alla tutela della democrazia e della fiducia pubblica, in un contesto segnato da disinformazione, deepfake e crescita degli attacchi cyber. L’obiettivo è promuovere un ecosistema informativo online pluralista, sicuro e affidabile, rafforzando la capacità dell’Europa di difendere i propri valori nel nuovo scenario digitale

Lohengrin di Wagner in scena al teatro dell’Opera di Roma (27 novembre -7 dicembre 2025)

novembre 19, 2025

Direttore musicale Michele Mariotti,  regista Damiano Michieletto  affiancato dal suo consueto team creativo  Paolo Fantin (scene), Carla Teti (costumi) e Alessandro Carletti (luci )Mattia Palma (drammaturgia) :  dopo cinquant’anni d’assenza, il 27 novembre, Lohengrin, Opera romantica in tre atti su libretto proprio, musica di Richard Wagner, torna al Teatro Costanzi di Roma.   Accanto al tenore Korchak, il cast comprende Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómass (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e, al debutto al Costanzi, Jennifer Holloway (Elsa) . L’Orchestra è quella dell’Opera di Roma, così come il Coro, diretto da Ciro Visco.

 « Lohengrin  – sottolinea il direttore  Mariotti –  mette cantanti, orchestra, coro e tutte le maestranze sotto i riflettori e dimostra quanto il teatro sia davvero un organismo unico, la cui forza nasce dal lavoro comune. Tiene insieme il dramma storico e la leggenda, e la partitura stessa riflette questa doppia natura: da un lato la solidità solenne che richiama il contesto politico e corale, dall’altro la scrittura sospesa e visionaria che apre a una dimensione fiabesca e trascendente».

 «La drammaturgia di Wagner – precisa il regista Michieletto – mi commuove per la sua profonda dimensione spirituale. Il mio modo di avvicinarmi a quest’opera, per costruire una messa in scena che avesse calore e concretezza, è stato  quello di restituire ai personaggi la loro umanità. Non trattarli come simboli, ma come persone — con una propria psicologia, un cuore, un conflitto interiore — e poi sviluppare questi aspetti all’interno di una dinamica più ampia. Da una parte c’è una lotta tra l’individuo e la massa, dall’altra c’è una storia d’amore, quella tra Elsa e Lohengrin».

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato a «L’invenzione del Medioevo».

La vedova scaltra al teatro Quirino (Roma,25 novembre 7 – dicembre 2025)

novembre 19, 2025

Prima nazionale italiana – generale della emancipazione (e liberazione) della donna – La Vedova Scaltra del grande Carlo Goldoni, in scena al teatro Quirino, è puro divertimento, caratterizzato da candore, intelligenza, elevazione morale e allegria comica.

Pe: il Ppe vota con la destra radicale

novembre 18, 2025

 

Al Parlamento europeo, il Partito Popolare Europeo ha approvato una proposta della Commissione europea – non insieme ai partiti della maggioranza Ursula (liberali, socialisti, verdi) ma con la destra radicale (conservatori, patrioti, sovranisti). In gioco, lo smantellamento del Green Deal, il pacchetto di sussidi e investimenti sulla transizione energetica. “Troppa burocrazia”, “troppe regole” così l’industria europea collassa: questa la motivazione (trumpiana) del voto. Saranno contenti Trump e e anche Xi Jinping che si libera di un concorrente agli enormi investimenti su rinnovabili, automotive, elettrico e tecnologia (settori in cui la Cina sta consolidando la sua supremazia).